Interventi di restauro sul calcestruzzo

Sono sempre di più gli edifici che presentano un calcestruzzo deteriorato.

Dopo un’attenta analisi del deterioramento del calcestruzzo, Edil84 ti assiste con un piano di recupero.

Tutti siamo sobbalzati quando il presidente Rocco Commisso ha mostrato in diretta un calcinaccio che gli era caduto poco distante, sfiorandolo. Non è un fatto tanto eccezionale perché il calcestruzzo usato nei nostri monumenti e edifici nei passati decenni del Novecento è sempre più deteriorato. Lo dimostra in modo drammatico la vicenda del Ponte Morandi che pone tutti gli attori, dalle Istituzioni alle aziende, di fronte ad un patrimonio architettonico sempre più vecchio e sempre più malandato.

Con il tempo, infatti, il calcestruzzo diventa più poroso causando infiltrazioni e conseguente arrugginimento del metallo che si espande provocando distacchi. L’esposizione agli elementi o ad agenti inquinanti è ritenuta inoltre un fattore che può accelerare il deterioramento.

Come intervenire

Edil84 offre un intervento professionale che permette di ripristinare il calcestruzzo nella sua interezza estetica e funzionale. Una delle soluzioni che consigliamo è la malta cementizia che permette di integrare le porzioni di calcestruzzo distaccate. In tal caso si rimuove il calcestruzzo deteriorato fino a far emergere i ferri dell’armatura che, a loro volta, vengono accuratamente puliti con l’idrosabbiatura o con metodi affini. Questi ultimi vengono anche ricoperti di malta anticorrosiva che aiuta nel contrastare la ruggine.

La rimozione delle frazioni di calcestruzzo alterato permette una corretta ed efficace applicazione della malta che, disposta con attenzione, integra i volumi persi. Una volta ultimato il manufatto riassume la forma originaria.

Contattaci per una diagnosi dello stato di deterioramento del calcestruzzo e ti forniremo un preventivo dettagliato dell’intervento di restauro.

Superbonus, dove migliorare la misura

Da più parti si sta lavorando per migliorare una misura giù utile come il Superbonus.

Il Superbonus è una misura anticrisi appetibile ma, come alcuni stanno facendo notare, questa occasione rischia di essere solo per pochi. Da più parti adesso si lavora per limare i difetti. Uno dei soggetti in prima linea è ANCE che, per bocca del presidente Gabriele Buia, durante un’audizione sul Dl agosto alla Commissione Bilancio del Senato ha presentato alcune proposte migliorative.

Le richieste di ANCE

Tra queste c’è la richiesta di estendere la platea dei soggetti beneficiari alle “imprese che eseguono lavori agevolati su immobili di loro proprietà”. Al momento imprenditori e professionisti hanno un margine di manovra molto limitato. Qualora il beneficiario del Superbonus possieda un immobile strumentale situato in un condominio, può eseguire lavori di miglioramento nelle parti comuni dell’edificio.

Sempre ANCE chiede di “rivedere la definizione di condominio adottata dall’Agenzia delle Entrate ai fini dell’applicabilità della detrazione potenziata al 110%, che punta a impedire gli interventi su abitazioni con un unico proprietario. Ciò limita fortemente l’impatto economico della misura e le potenzialità del provvedimento, come stimolo agli interventi di riqualificazione urbana e all’interesse pubblico di avviare un serio programma di risparmio energetico e di sicurezza del patrimonio edilizio esistente”. ANCE punta infatti a semplificare l’accesso alla detrazione: la conditio sine qua non del condominio è il frazionamento e quando sussiste si dovrebbe poter accedere al Superbonus.

ANCE chiede infine di “eliminare il riferimento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate alla “prevalente destinazione residenziale” per gli interventi sulle parti comuni condominiali, che limita fortemente il beneficio, specie per le unità immobiliari a destinazione non abitativa possedute da soggetti esercenti attività d’impresa”.

Cappotto termico, con l’ecobonus 2020 si può migliorare

Intervenire sul cappotto termico consente di migliorare l’efficienza energetica di un edificio e il comfort acustico per gli abitanti.

L’ecobonus 2020 è lo stimolo ideale per finanziare questi lavori. L’analisi di Edil84.

Consumi elevati, dispersione di calore, inquinamento, costi che lievitano. Sono ancora troppi i condomini che presentano delle criticità evidenti sotto il profilo energetico che possono però essere risolte intervenendo sul cappotto termico.

Per cappotto termico si intende il sistema di isolamento termico di un edificio composto da strati differenti e sovrapposti: collante, pannelli isolanti, tasselli per ancoraggio, intonaco di fondo, strato di rinforzo o armatura, finitura protettiva ed eventuali accessori. L’efficientamento energetico funziona sia per impedire la dispersione di calore sia nel conservare meglio il fresco.

Gli interventi di efficientamento energetico non si esauriscono al solo involucro esterno. Qualora sussistano vincoli architettonici sull’edificio è possibile intervenire comunque sul cappotto interno. È questo un intervento più rapido che permette di migliorare sensibilmente l’efficienza dell’edificio e il comfort interno degli abitanti. Nel caso del cappotto interno si utilizzano pannelli isolanti in polistirene coperti poi con il cartongesso, oppure sughero, canapa e aerogel.

Edil84 orienta il cliente nella scelta del materiale più adatto a seconda delle caratteristiche dell’edificio.

Sfruttare i vantaggi dell’ecobonus al 110%

L’ecobonus con aliquota innalzata al 110% rappresenta l’occasione perfetta per intervenire sui consumi energetici degli edifici. Grazie all’ecobonus infatti si possono detrarre le spese sostenute da luglio 2020 a luglio 2021 per lavori di efficientamento energetico. Tra le migliorie consentite ci sono quelle sugli impianti di riscaldamento e, appunto, sul cappotto termico.

Un intervento benefico per più motivazioni. Da segnalare inoltre che il cappotto termico non migliora soltanto le prestazioni energetiche dell’edificio ma permette di raggiungere l’isolamento acustico migliorando sensibilmente il comfort degli abitanti e permette di azzerare i ponti termici. I ponti termici sono dei punti particolarmente dannosi e complicati da gestire perché da lì si disperde il calore, vi si accumula umidità con il rischio di penetrazione di muffe.

L’impianto di cantiere in 6 passaggi

Edil84 analizza e riassume tutte le informazioni utili relativamente all’impianto di cantiere.

L’impianto di cantiere è un momento decisivo per tutta la realizzazione e necessita di un’attenzione particolare. Il documento centrale in questo processo, che chiama in causa una pluralità di figure professionali, è il Piano Sicurezza Cantiere. Questo deve essere redatto dal Coordinatore per la Sicurezza (CPS) in fase di progettazione. Solo di rado e in casi specifici provvede a redigerlo il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

L’impianto di cantiere in sei passaggi

Ci sono cinque fasi indispensabili nel completamento di un impianto di cantiere.

  1. Sopralluogo e messa a disposizione da parte della Committenza delle aree per il cantiere. Ci sono due casi. Nel primo, per accelerare i tempi, la Committenza può inviare all’impresa il Verbale di consegna dei lavori e sopralluogo. Attraverso questo documento viene consegnata l’area oggetto di cantiere. In alternativa può succedere che la Committente non consegni l’area prima della partenza effettiva dei lavori. Per ovviare a questa situazione serve comunque un sopralluogo che, per quanto più rapido, non dev’essere meno accurato.
  2. Al sopralluogo segue la redazione del PSC da parte del Coordinatore Per la Sicurezza. Il documento deve includere tutte le indicazioni dettagliate per la costruzione dell’impianto di cantiere.
  3. Sopralluogo da parte del Tecnico dell’Impresa e successiva integrazione del PSC con le modifiche richieste dall’impresa.
  4. Confronto con le autorità amministrative intervenienti sul cantiere stesso e completamento dell’iter autorizzativo.
  5. Allaccio provvisorio utenze. A seconda delle esigenze, dei consumi ma anche dei fornitori (unico o meno) si interpellano gli uffici competenti per un allaccio provvisorio.
  6. Realizzazione vera e propria dell’impianto di cantiere secondo le indicazioni contenute nel PSC e con un cronoprogramma ben delineato. Un punto sul quale soffermarsi è la recinzione del cantiere che, munita anche di appositi cartelli, deve impedire l’accesso agli estranei.

Ecobonus e sismabonus 2020

Ecobonus e sismabonus sono due agevolazioni senza precedenti per rilanciare il settore dell’edilizia. Condizioni particolarmente vantaggiose per le ristrutturazioni nei condomini.

Ecobonus e sismabonus possono essere il propellente necessario per far ripartire il settore delle costruzioni. L’edilizia è da sempre un comparto trainante per l’economia italiana ma, viste le ancora pesanti scorie della crisi del 2008 e l’attuale recessione dopo il Coronavirus, ha bisogno di incentivi mirati per riaccendere il motore. Proprio per questo Ecobonus e Sismabonus possono concretamente stimolare i cittadini a effettuare lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza di abitazioni e condizioni senza costi.

Potranno essere detratte infatti le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per lavori efficientamento energetico. Una delle novità salienti è l’innalzamento dell’aliquota che balza al 110% per interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. L’aliquota in precedenza oscillava tra il 50 e il 70%. Da ricordare che si accede all’aliquota del 110% solo dopo il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, da certificare con APE. La fruizione della detrazione è fissata in cinque rate di pari importo mentre prima era dilazionata in dieci.

Anche l’ambiente ringrazia. C’è anche un risvolto positivo in termini ambientali. Sostituire impianti vecchi, limitare la dispersione del calore sono interventi che consentono di abbattere le emissioni.

Condizioni vantaggiose per le ristrutturazioni nei condomini

Ecobonus e Sismabonus sono particolarmente convenienti per i condomini e consentiranno di sbloccare tante ristrutturazioni ferme per mancanza di risorse.

Mentre le singole unità immobiliari (sempre prime case) potranno detrarre al massimo 60mila euro per il cappotto termico e di 30mila per la caldaia, i già citati massimi di 60mila euro per l’isolamento termico e i 30mila euro per le caldaie potranno essere moltiplicati per il numero di unità immobiliari.

Grazie all’Ecobonus il contribuente “potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore”. Il fornitore a sua volta “potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti comprese banche e intermediari finanziari”.

Questo si traduce in un’operazione conveniente per i tre soggetti coinvolti.

  1. Il condominio può fare lavori per un totale di 100 ricevendo uno sconto dal fornitore.
  2. Il fornitore riceve a sua volta la liquidità dalla banca o dall’intermediario girando loro un credito fiscali pari a 110.

L’esperienza di Edil84

Edil84, forte dell’esperienza maturata nelle ristrutturazioni soprattutto nei condomini, ti può orientare, a seconda del singolo caso, nella scelta degli interventi più idonei così da riuscire ad intercettare questi bonus particolarmente vantaggiosi. Ripartiamo insieme!

Lavori condominiali, 4 casi e mezzo per evitare le spese

Quattro casi concreti analizzati da Edil84 per capire come non partecipare alla spesa dei lavori condominiali.

“Io neanche le volevo ristrutturare le facciate, quindi non le pago”. Quante volte hai sentito questo discorso? Ma è davvero così? Dando per scontato che la delibera dell’assemblea abbia seguito il corretto iter amministrativo e sia dunque valida sono 4 casi per essere esonerati dal dover partecipare alla spesa per i lavori condominiali.

  1. Volontarietà della spesa. Spesso si ha la sensazione che una spesa deliberata in assemblea sia un vezzo inutile e di cui non si vuol avere a che fare. Per seguire però la strada dell’esonero mediante dimostrazione della volontarietà è indispensabile che la delibera sia un’innovazione. Non rientrano fra queste le opere di ripristino architettonico (rifacimento intonaci degradati, tinteggiature…) in quanto bene comune a tutti del condominio e quindi tenuto a pagare (ex art. 1137 del codice civile, «le deliberazioni prese dall’assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini»).
  2. Proprietario di un box esterno all’edificio o simile. Quando infatti il garage si trova separato dall’edificio, il proprietario dello stesso è tenuto a sostenere solo ed esclusivamente le spese relative ai servizi di cui usufruisce. Non dunque quelle ordinarie e straordinarie relative alla manutenzione dell’immobile oggetto dell’intervento del quale effettivamente non ne fa parte.
  3. Scelta unanime dell’assemblea di esonerare dalle spese il condomino. Caso più unico che raro fra questi esposti, ma comunque sempre perseguibile. Secondo l’art.1123 infatti “Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione”).
  4. Lavori solo su parte del condominio. Dal terzo e ultimo comma del già citato art. 1123 “qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità”. Questa, nella realtà del panorama immobiliare italiano, soprattutto per i lunghi condominii in linea, è forse una delle situazioni più ricorrenti.

Esiste anche un’eccezione ma è molto rara

Morale della favola. A meno che tu non rientri in una di queste 4 situazioni, la spesa per i lavori dev’essere sostenuta da tutti i condomini (favorevoli, contrari e astenuti). L’unica eccezione può essere se l’Autorità Giudiziaria giudica invalida la succitata delibera ma è un caso molto raro.

Già dopo qualche giorno, a seconda dell’urgenza dei lavori, il tuo amministratore di condominio invierà la richiesta di pagamento della quota secondo lo stato di ripartizione approvato. Altrimenti c’è il rischio di vedersi coinvolti in un azione legale di recupero del credito da parte dell’amministratore stesso pe gli inadempimenti.

Edil84 consiglia di muoversi sempre in anticipo nel caso di ristrettezze economiche, dato che quando la delibera per i lavori condominiali diventa in essere, è già troppo tardi. Si può fare presente al condominio i propri dissensi (difficilmente ascoltati se la maggioranza vorrà eseguire i lavori), o iniziare a richiedere agli istituti di credito un prestito (se si hanno i requisiti e si trovano tassi d’interesse sostenibili).

È per questo che offriamo soluzioni in prima persona al condominio con pagamenti dilazionati fino a 48 mesi senza l’aggiunta di tassi d’interesse. Per saperne di più lasciaci un tuo recapito e ti daremo tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

Edil 84 srl

Via F.Ferrucci 71/8 Prato

Tel.

+ 39 0574 57 09 45 

Copyright © 2020. Edil84 srl – Via F.Ferrucci 71/8 Prato – Tel. 0574 57 09 45 – PIVA 00305590978 C.F. 03516610486 – REA PO-366105 – C.Soc. I.V. 46.800€ – PEC: edil84srl@mpcert.it